MILAN SOTTO SHOCK: E' UFFICIALE, ALLEGRI HA DECISO CHE NON ...
Clamoroso Milan, Allegri comunica alla dirigenza un decisione pesantissima
Questo atteggiamento protettivo viene travisato come carenza di audacia, alimentando la tesi che il mister sia una zavorra per lo sviluppo organico del club secondo paradigmi nordeuropei. Se il livornese rimanesse al comando, pretenderebbe probabilmente che la squadra Under-23 fosse asservita alle sue necessità tattiche, iniziativa che la proprietà potrebbe interpretare come una pretesa egemonica. È un duello di astuzia dove ogni mossa può alterare i rapporti di forza interni.
Il percorso verso la ribalta della Champions League è dunque solo il prologo di una tenzone assai più estesa che si consuma tra uffici schermati e prato verde. Il tecnico rimane saldo sulla tolda, con la risolutezza di chi è conscio di aver profuso ogni energia e la consapevolezza di chi non intende negoziare la propria ambizione. Il Milan è indotto a selezionare la propria identità: essere una holding focalizzata sul break-even o una compagine ossessionata dai trofei.
In tale dilemma si annida il fato della guida livornese. Le frizioni con Furlani e Tare non sono mere schermaglie, ma antitesi filosofiche sul significato profondo dell'essere Milan. Il tecnico esige deferenza per il proprio pedigree e per i traguardi tagliati, la governance domanda elasticità e sottomissione a un nuovo paradigma economico. Giunti a questo bivio, con l'Europa che conta a un passo, il club deve inevitabilmente procedere a un esame di coscienza Continua a leggere…