MILAN: CLAMOROSA LITE AMORIM-CARDINALE, SALTA TUTTO, PARE CHE...
Vedute diverse, strategie diverse, tutto potrebbe saltare a pochi giorni dall'inizio del campionato.
È questo il paradosso che rende affascinante l'estate rossonera: mentre tutti aspettano il prossimo grande acquisto, la sorpresa potrebbe trovarsi già a Milanello. Potrebbe avere il numero di maglia di Adrien Rabiot e prepararsi semplicemente a cambiare posizione.
Il resto lo decideranno Leao, il mercato e le scelte della società. Ma il nuovo Milan di Amorim sta già prendendo forma, e potrebbe essere molto diverso da quello che tutti immaginavano all'inizio dell'estate. Le prossime settimane diranno se le intuizioni del portoghese diventeranno semplicemente esperimenti oppure le fondamenta della nuova squadra.
Perché una cosa è certa: il Milan non è ancora arrivato alla sua versione definitiva. Il mercato deve ancora decidere chi partirà, chi resterà e chi arriverà. Amorim deve ancora scegliere definitivamente i suoi uomini. E Rabiot deve ancora dimostrare che la trequarti può diventare la sua nuova casa.
Ma se i numeri del passato saranno confermati dal presente, quella che oggi appare come una semplice intuizione potrebbe trasformarsi in una delle decisioni più importanti dell'intera stagione. E allora il Milan potrebbe scoprire di avere già in casa uno dei giocatori capaci di cambiare volto alla squadra.
Il primo dato da osservare è quello realizzativo. Otto gol in 22 partite da trequartista rappresentano una media che cambia la percezione del giocatore. Non significa che Rabiot debba trasformarsi improvvisamente in un bomber, ma dimostra che, avvicinandolo alla porta, il suo contributo offensivo può aumentare sensibilmente.
Ancora più interessante è il dato degli assist, cinque nello stesso campione di partite. Rabiot non si limita quindi ad arrivare alla conclusione: può anche diventare protagonista nella costruzione dell'ultima giocata. La sua presenza tra le linee potrebbe offrire al Milan una soluzione fisicamente potente senza rinunciare alla qualità tecnica.
Il precedente più significativo resta però quello del Marsiglia. Con De Zerbi, Rabiot aveva già dimostrato di poter interpretare il ruolo con continuità. Le tre reti consecutive contro Lione, Angers e Saint-Etienne hanno rappresentato il momento più evidente di quella trasformazione, confermando la sua capacità di incidere negli ultimi metri.
La differenza rispetto al ruolo abituale è soprattutto nella libertà. Da centrocampista Rabiot deve preoccuparsi maggiormente delle distanze, della copertura e dell'equilibrio. Da trequartista può invece scegliere con maggiore libertà quando abbassarsi e, soprattutto, quando accelerare. È proprio quel cambio di responsabilità che potrebbe renderlo più pericoloso.
Nel Milan di Amorim, questa caratteristica potrebbe diventare ancora più importante. Il 3-4-2-1 richiede infatti ai due giocatori offensivi di alternare movimenti tra le linee, attacchi della profondità e aperture verso l'esterno. Rabiot potrebbe interpretare tutte queste situazioni grazie alla sua versatilità e alla sua capacità di coprire grandi distanze.
Non sarebbe quindi un trequartista tradizionale. Non lo si vedrebbe necessariamente fermo dietro la punta alla ricerca dell'ultimo passaggio. Il suo calcio potrebbe essere molto più verticale. Partire dalla trequarti, muoversi senza palla, attaccare l'area e sfruttare la propria progressione diventerebbero le sue armi principali.
Questo aspetto potrebbe avere un peso enorme anche nel rapporto con il centravanti. Un attaccante abile a venire incontro potrebbe liberare spazio alle sue spalle, permettendo a Rabiot di inserirsi. Al contrario, una punta capace di attaccare profondamente potrebbe beneficiare dei suoi passaggi verticali e delle sue conduzioni.
La complementarità diventerebbe dunque la parola chiave. Amorim non cerca necessariamente undici giocatori con le stesse caratteristiche, ma un gruppo nel quale ogni elemento possa compensare i limiti degli altri. Rabiot sulla trequarti sarebbe interessante proprio perché porterebbe qualcosa di diverso rispetto al classico fantasista.
E questo potrebbe spiegare anche la prudenza del tecnico sul mercato. Se il francese riuscisse a convincere definitivamente nel nuovo ruolo, Amorim potrebbe concentrare gli sforzi su altri reparti. La ricerca di un trequartista resterebbe aperta, ma senza trasformarsi in un obbligo. Il mercato avrebbe così maggiore margine per seguire le opportunità.
La priorità potrebbe allora diventare la difesa. Nel 3-4-2-1, i tre centrali devono possedere caratteristiche precise: capacità di difendere in campo aperto, personalità con il pallone e intelligenza nel gestire le distanze. Inacio, proprio per la conoscenza del sistema, rappresenterebbe una soluzione particolarmente coerente con le idee dell'allenatore.
Amorim conosce bene il difensore portoghese e sa quali richieste può soddisfare. Il vantaggio di un giocatore già abituato a determinati principi è evidente: non sarebbe necessario partire da zero. L'inserimento potrebbe essere più rapido e il Milan avrebbe un elemento immediatamente riconoscibile all'interno della nuova struttura.
Ma anche in questo caso tutto dipende dalle uscite. Il Milan non può immaginare un mercato completamente scollegato dalle cessioni. Ogni operazione in entrata deve essere valutata insieme alle possibilità economiche e alla composizione della rosa. Ecco perché la fase di sfoltimento assume un'importanza decisiva Continua a leggere…