DOPPIO LUTTO IN CASA MILAN: DOPO LORENZO BUFFON E' MORTO ANCHE...
Giornata nera per il Milan, addio al campione.
“Vai in porta,” gli disse il sacerdote, “è piccola, tu sei grande e la riempi. Stai lì e non muoverti.” Ma il Buffon che tutti conobbero fu tutt'altro che statico. Contro il suggerimento iniziale, in porta Lorenzo si mosse con una dinamicità rivoluzionaria: usciva, urlava, dava ordini, trasformando il ruolo. Dopo la guerra, la sua carriera calcistica iniziò a decollare. Andò a giocare nel Portogruaro, dove, a soli 18 anni, divenne il portiere titolare in Promozione.
Le sue prestazioni in provincia non passarono inosservate. I campi veneti e friulani si popolarono di osservatori inviati dai grandi club, tutti concordi nel vedere in quel giovane una stoffa eccezionale.
Tra questi, c'era Antonio Busini, detto Toni, il direttore tecnico del Milan, uomo di grande esperienza e occhio clinico. Busini non ebbe bisogno di lunghe analisi. Bastò una singola occhiata, forse un paio di sue uscite in presa alta, per convincerlo della necessità di agire rapidamente. “Presto, prendiamolo,” fu la sua perentoria e fortunatissima decisione. Così, nell'estate del 1949, Lorenzo Buffon era un giocatore del Milan Continua a leggere…