CARDINALE INFIAMMA I TIFOSI DEL MILAN: "NON HANNO CAPITO CHE...
Contrattacco duro di Cardinale, tifosi inferociti.
La contestazione della piazza si era tradotta da tempo in un invito perentorio e colorito a lasciare la guida del club, un coro unanime che accomunava i settori più caldi dello stadio alla tribuna.
Da settimane gli striscioni esposti a San Siro e i cori della Curva Sud chiedevano a gran voce a Cardinale di fare le valigie, vendere le quote azionarie della società e tornare definitivamente negli Stati Uniti.
La richiesta di una cessione societaria immediata a nuovi acquirenti, magari provenienti dai ricchi fondi del Medio Oriente, era diventata il manifesto ufficiale di una tifoseria stanca di promesse e di bilanci sempre in pareggio.
Anche il mondo del web era stato letteralmente inondato da hashtag di protesta e campagne social coordinate che invocavano un cambio di rotta radicale e il ritorno a una gestione societaria decisamente più tradizionale.
Di fronte a questa massiccia pressione mediatica e ambientale, che avrebbe spinto molti altri presidenti a una prudente ritirata, il proprietario di RedBird ha deciso di rispondere alzando un muro invalicabile di sdegno.
Cardinale ha dichiarato senza mezzi termini di non avere la minima intenzione di scappare o di farsi intimidire dalle proteste della piazza, blindando di fatto la sua poltrona alla guida del consiglio di amministrazione.
Il manager ha ribadito con forza che la sua permanenza a Milano sarà estremamente lunga, muovendosi in direzione esattamente contraria rispetto a ciò che la maggior parte della tifoseria spera e si augura in questo momento.
I desideri dei sostenitori contrari alla sua figura non influenzeranno minimamente le sue scelte future, poiché la pianificazione economica di un grande fondo non si piega di fronte agli umori mutevoli del pubblico calcistico.
La pressione degli ultras e della critica giornalistica non fa paura a un uomo d'affari abituato a gestire quotidianamente tensioni finanziarie nei mercati più competitivi, aggressivi e spietati del panorama economico mondiale.
I fischi sonori di San Siro e i comunicati di protesta dei club di tifosi non sposteranno di un solo millimetro la strategia industriale che RedBird ha pianificato minuziosamente prima di acquisire la società.
Il viaggio del fondo americano nel calcio italiano è considerato appena all'inizio, un percorso a lungo termine che prevede scadenze decennali e che non verrà interrotto a causa di una contestazione ambientale precoce.
Questa totale chiusura verso le richieste della piazza rappresenta un guanto di sfida lanciato ai contestatori, i quali si trovano ora davanti a un proprietario deciso a resistere a oltranza a qualsiasi forma di boicottaggio Continua a leggere…