CLAMOROSO MILAN: DECISIONE PRESA, TARE HA DECISO CHE LEAO, NON SARÀ...

Tare ha preso una decisione clamorosa su Leao, Ecco tutti i dettagli.

17 marzo 2026 11:17
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I conti non tornano, e non è solo una questione di gol. Nel calcio iper-professionistico di oggi, dove ogni movimento è tracciato dai GPS e ogni smorfia viene catturata da telecamere in 4K, il confine tra l'estetica del talento e l'efficacia del campione si è fatto sottilissimo.

Rafa Leao e il Milan non sono mai stati distanti come oggi, nemmeno nei giorni del difficile rinnovo, quando il timore di perderlo a zero toglieva il sonno alla dirigenza rossonera. In quel periodo, la distanza era contrattuale, economica, burocratica; oggi, la distanza è viscerale, tecnica e, soprattutto, attitudinale.

Il punto non è mettere in discussione il talento del giocatore. Sarebbe un esercizio di cecità calcistica negare che il portoghese possieda una cilindrata superiore alla media, uno strappo che in Serie A pochi possono vantare e una capacità di saltare l'uomo che, nelle serate di grazia, lo rende ingiocabile. Ma il calcio non è fatto solo di "serate di grazia".

Rafa è discontinuo non solo all'interno di un campionato — cosa che accomuna molti attaccanti estrosi — ma spesso e volentieri all'interno di singole partite in cui si assenta a lungo. È quel vagare per il campo con le spalle basse, quel rientro difensivo accennato e mai completato, quell'aria di chi si sente quasi un ospite non troppo interessato all'evento.

Un atteggiamento che a Massimiliano Allegri, allenatore che fa della compattezza e del sacrificio collettivo il suo dogma, e alla dirigenza rossonera semplicemente non piace più.L’ultima goccia, quella che ha fatto traboccare un vaso già colmo di dubbi, è caduta sul prato dell’Olimpico.

In una serata in cui il Milan boccheggiava, cercando disperatamente di recuperare un gol di svantaggio, l’uscita dal campo di Leao è stata un manifesto di tutto ciò che non va. Una camminata lenta, quasi indolente, mentre i compagni urlavano per accelerare le operazioni e il cronometro correva inesorabile verso la sconfitta.

In tribuna, il labiale stizzito di Igli Tare non ha lasciato spazio a interpretazioni: la pazienza ai piani alti è finita. Ma il vero terremoto è avvenuto negli spogliatoi, dove si è consumata una discussione accesa con Christian Pulisic Continua a leggere…

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