MILAN SOTTO SHOCK: E' UFFICIALE, ALLEGRI HA DECISO CHE NON ...
Clamoroso Milan, Allegri comunica alla dirigenza un decisione pesantissima
Il tecnico è consapevole che la sua autorevolezza sui sottoposti dipende strettamente dalla plausibilità del disegno societario. Se i calciatori avvertissero che la guida tecnica non gode del pieno suffragio del club, il pericolo di una deflagrazione nervosa sarebbe imminente. Ecco perché l'attenzione del mister è oggi polarizzata esclusivamente sulla conquista del pass per la Champions League: per concludere il ciclo annuale con un verdetto inoppugnabile che gli consenta di negoziare.
L'enigma contrattuale aggiunge opacità a un mosaico già estremamente complesso. Il tecnico è vincolato al sodalizio rossonero fino al termine di giugno 2027, con un'opzione per protrarre il legame fino al 2028. L'emolumento da 5,5 milioni di euro netti lo configura come uno dei professionisti più onerosi della massima serie e un onere finanziario imponente. Teoricamente, un accordo di tale portata dovrebbe presupporre una fiducia incrollabile, ma nel football i numeri possono tradire.
Il mister non è un uomo incline ad accontentarsi di un compenso principesco per svolgere mansioni di ordinaria amministrazione; il suo orgoglio lo esorta a esigere che tale vincolo sia suffragato da una reale comunione di intenti. L'allenatore è ansioso di interloquire con la proprietà per decifrare i reali orizzonti futuri. Non è una mera questione di stanziamenti, ma di comprendere chi detenga l'effettiva sovranità sull'area tecnica e quanto il suo magistero incida effettivamente[nextpage
]Il livornese pretende rassicurazioni sulla permanenza dei cardini della squadra e rivendica l'ultima parola sugli innesti futuri. Se il Milan ambisce a restaurare quell'apparato bellico capace di spadroneggiare in ambito nazionale, deve accogliere l'istanza che un mentore della sua statura necessiti di un controllo quasi egemonico sull'area sportiva. Il compromesso al ribasso non appare più una via percorribile per il tecnico, che propenderebbe per una rescissione traumatica immediata.
Per decriptare compiutamente lo sconforto del mister, occorre scandagliare le disfatte contro Como e Parma. In tali frangenti, il Milan ha palesato deficienze strutturali che l'allenatore aveva vaticinato durante le negoziazioni mercantili. Una squadra incapace di sigillare i match e vulnerabile alle transizioni fulminee. Il tecnico ha metabolizzato quei rovesci come una validazione empirica dei propri timori: senza gli innesti di pedigree invocati, il Milan rimane esposto a tracolli.
La penuria di un autentico generale della difesa capace di orchestrare la linea nelle fasi di sbandamento è stata rimarcata sovente dal tecnico, al pari della carenza di varianti tattiche offensive che l'attuale organico non consente di esperire. Questa disamina si proietta ora sulla cruciale contesa di Cremona. Una sfida che assurge a test di maturità psicologica. Un eventuale passo falso metterebbe a repentaglio il margine sulla Juventus e depotenzierebbe la posizione del mister Continua a leggere…