MILAN: IBRAHIMOVIC A UN BIVIO, CARDINALE GLI HA DETTO CHE...

Cardinale ha rinnovato la fiducia all'amministratore delegato: Ibra può restare, ma dovrebbe accettare un altro ruolo.

A cura di Milanrossoneri
15 marzo 2025 11:00
MILAN: IBRAHIMOVIC A UN BIVIO, CARDINALE GLI HA DETTO CHE... - Imago - Goal Sports Images
Imago - Goal Sports Images
Condividi

Il viaggio in America c’è stato, l’incontro con Cardinale pure. E Furlani ne è uscito rafforzato. All’amministratore delegato del Milan serviva un confronto con la proprietà, per capire se e quanta fiducia ci fosse ancora nei suoi confronti.

 E come strutturare le prossime mosse che saranno cruciali: la scelta del direttore sportivo in primis, l’allenatore (se confermare Conceiçao o se cambiarlo) in secundis. 

Serviva ordine, soprattutto. Perché negli ultimi mesi la confusione in casa Milan è stata molta. Ed evidentemente nociva. Furlani ha ottenuto dal titolare del fondo RedBird quello che voleva: la fiducia, appunto. Che negli ultimi mesi non è che sia mancata, ma certamente ha vacillato di fronte ai risultati altalenanti e ai problemi che via via ne sono derivati.

Fiducia vuol dire soprattutto potere decisionale, quello che fino a questo momento è stato anche di Ibrahimovic. E Zlatan, adesso, cosa vuole fare? Il tema centrale, che forse lo è più ancora di quello del nuovo direttore sportivo (Berta andrà all’Arsenal, restano Paratici, Tare e l’outsider D’Amico dell’Atalanta), è proprio quello del Senior Advisor della proprietà. 

Non un presidente, non un dirigente vero e proprio: un consulente esperto, di fatto. Un braccio destro istituzionalizzato. Il suo compito non è solo di prendere le decisioni, ma anche quelle di stare al seguito della squadra e tastarne l’umore. E ora? L’impressione che è emersa dal confronto americano è che Ibra nel Milan può restare e avere di certo un ruolo rilevante.

 Ma in subordine a Furlani. Non proprio come prima, quando magari anche con dei confronti accesi erano in più teste a decidere, tra cui quella del Senior Advisor appunto. Un ruolo un po’ al di sotto dell’amministratore delegato, insomma: questa sembra al momento la prospettiva che Ibrahimovic si ritrova di fronte. La accetterà? Ancora non è dato saperlo. 

Conoscendone il carattere, qualche dubbio resta. Fattuale è però che al momento le riflessioni siano in corso, con un futuro tutto da conoscere: prima la scelta di Ibrahimovic, poi il nuovo direttore sportivo, poi l’allenatore. 

Tutto in una stasi, le valutazioni sono complesse e la sensazione è che non si possa davvero più sbagliare. Perché la prossima estate, in ogni caso, il Milan dovrebbe vivere una nuova rivoluzione. L’ennesima. Forse, l’ultima possibile con questa gestione.

MilanRossoneri sui social